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MARTINI | La storia del cocktail
ed. limitata MARIO FARULLA

Sono tante le leggende che vorrebbero dare i natali ad un cocktail mitologico. Tanti dicono che il primo Martini sia stato servito da Jerry Thomas intorno al 1860; altri, invece, pensano che il primo Martini sia stato realizzato da Julio Richelieu, nel 1874, per un minatore della celebre Gold Rush. Il suo cocktail era composto da 2/3 di gin e 1/3 di Vermouth, con una spruzzata di bitter all’arancia sul ghiaccio tritato e servito con un’oliva. Non manca, infine, una storia che ha come protagonista un italiano, Luigi Martini di Arma di Taggia, che lavorava come bartender al Knickerbocker Hotel di New York, di proprietà degli Astor, e che servì, nel 1910 per la prima volta, questo cocktail al milionario John D. Rockefeller. Insomma, le origini del cocktail sono sicuramente americane, e probabilmente non è altro che una variante del Manhattan. 

CATH MARTINI da Mario

Il Martini non è un drink, è uno status symbol. È un qualcosa che ti disimpegna la mente, mentre stai facendo altro. È avere in mano un drink che ti possa identificare in quel momento. Il Martini è esattamente quello che tu pensi di essere, quando ne hai uno in mano. Ti trasforma, puoi prepararlo con la migliore tecnica al mondo, ma non è detto che sarà il migliore che berrai. Molto dipende da dove lo si beve, come viene servito, che empatia trovi nella persona che lo prepara e lo serve. Non si misura in cl ma in coinvolgimento emotivo

Scoprilo anche nel formato da 20cl